Ave maris stella

Invenzioni musicali su antichi canti fermi


Il progetto nasce dalla recente collaborazione tra Maria Pia De Vito e Claudio Astronio, due mondi musicali dall’incontro tra i quali nasce un idea fondamentale: fondere un passato musicale non recuperato ma riproposto fedelmente con la voglia di esplorare e di intrecciare della voce del nostro tempo…
Il programma prende forma attraverso antichi brani sacri organistici tratti dalle grandi scuole 5-600esche e scritti sopra un “tenor”. Il tenor era un canto fermo ridotto in note lunghe derivato dagli antichi sequenze, inni e canti gregoriani , obbligo compositivo per tutta la musica sacra fino ai nostri giorni.
Sul tenor gli antichi componevano ed improvvisavano e così farà la voce di Maria Pia, spaziando tra una melodia originale reinterpretata, un’improvvisazione sull’organo e tenor nuovi ispirati alla tradizione che Claudio e Maria Pia hanno composto.
Tra i grandi autori del 500 italiano e spagnolo, il 600 francese, una cattedrale ed un organo che suona, una voce che disegna linee , volteggia sul contrappunto e sovrappone melodie e testi creando un’ atmosfera di contrastante coinvolgimento: l’enorme dinamica data dalla presenza dell’organo crea contrasti forti, dalla potenza del Dies Irae alla dolce invocazione dell’ Ave Maris Stella. L’organo suona brani antichi mentre la voce improvvisa, e si piega poi al linguaggio moderno ad esso sconosciuto per duettare con le linee melodiche della voce, inventando suoni e colori pur ereditando i suoni del passato.
Un evento sicuramente nuovo e coinvolgente, a tratti stupefacente( come il barocco, più del moderno, richiedeva) sia per il pubblico cosiddetto classico, che per gli appassionati di sperimental-moderno e jazz.










Maria Pia De Vito, voce

Claudio Astronio, organo & clavicembalo